Si vuole posizionare una sedia specifica trovata su CGTrader nel proprio salotto virtuale, e la funzione di importazione si rifiuta di avviarsi. Prima di parlare di formati o di drag-and-drop, il primo riflesso da avere riguarda il tipo di account utilizzato. Recenti feedback da parte degli utenti mostrano che le versioni gratuite o alcune declinazioni regionali di HomeByMe bloccano l’importazione di oggetti personalizzati. Controllare il proprio abbonamento evita di perdere tempo a cercare un bug che non esiste.
Controllare il proprio abbonamento HomeByMe prima di qualsiasi tentativo di importazione
La funzionalità 3DUpload, quella che permette di caricare i propri modelli 3D, non è accessibile a tutti i livelli di abbonamento. Gli account gratuiti danno accesso al catalogo standard e ai mobili generici, ma l’importazione di file personali è riservata ai piani a pagamento.
In pratica, si osserva che anche tra gli abbonati, il comportamento può variare a seconda della versione regionale della piattaforma. Alcuni utenti segnalano di non vedere il pulsante di importazione nonostante abbiano un account attivo. La soluzione passa spesso per un controllo diretto nelle impostazioni dell’account, nella scheda “Il mio abbonamento”.
Per coloro che desiderano importare oggetti personalizzati in HomeByMe senza sorprese, la verifica del livello di abbonamento rimane il passo preliminare a qualsiasi manovra tecnica.
L’abbonamento Illimitato+ aggiunge un ulteriore livello: la modalità privata, che impedisce ai modelli importati di apparire nelle biblioteche pubbliche. Se si lavora su un progetto cliente con mobili su misura, questa opzione cambia le carte in tavola.

Formati di file 3D compatibili con HomeByMe: scegliere il giusto sin dall’inizio
Il formato del file condiziona direttamente la qualità del rendering e la velocità di elaborazione. HomeByMe accetta diversi formati, ma non tutti sono equivalenti.
- .glb e .gltf sono i formati raccomandati dalla piattaforma. Integrano texture e geometria in un file compatto, il che accelera il caricamento e limita gli errori di visualizzazione.
- Il .obj è ancora supportato, ma le texture devono essere collegate manualmente, e il risultato finale è spesso meno fedele al modello originale.
- Il .dae (Collada) funziona anch’esso, senza garanzia di un rendering adeguato. Si utilizza piuttosto come ultima risorsa quando il file sorgente non può essere convertito in altro modo.
Concretamente, se si scarica un mobile da una biblioteca come CGTrader o Sketchfab, è consigliabile privilegiare il download in .glb. La maggior parte delle biblioteche offre diversi formati per lo stesso modello.
Convertire un file prima dell’importazione
Quando il modello è disponibile solo in .fbx o in .blend (formato nativo di Blender), è necessaria una conversione. Strumenti gratuiti come la versione online di Blender o convertitori dedicati consentono di esportare in .glb in pochi clic.
Il classico tranello: esportare senza includere le texture. Il file passa l’importazione, ma l’oggetto appare completamente grigio nel progetto. Controllare sempre l’opzione “embed textures” durante l’esportazione per evitare questo problema.
Procedura di importazione nel progetto HomeByMe: i passaggi concreti
Una volta in possesso del formato corretto e verificato l’abbonamento, l’importazione stessa è rapida. Si apre il proprio progetto nel Planner, quindi si accede alla funzione 3DUpload dal menu del catalogo.
Il principio è un drag-and-drop del file nell’area prevista. L’elaborazione richiede alcuni minuti a seconda della complessità del modello. Durante questo tempo, HomeByMe converte il file per integrarlo nel suo motore di rendering.
L’oggetto importato appare poi nella sezione “I miei import” del catalogo personale. Si posiziona nella scena come qualsiasi mobile del catalogo standard: clic, spostamento, rotazione.
Regolare la scala e la posizione
Un modello scaricato da una biblioteca esterna non è necessariamente stato modellato alle dimensioni reali. Controllare la scala dell’oggetto già al primo posizionamento evita di trovarsi con una sedia alta tre metri in mezzo al salotto.
HomeByMe consente di ridimensionare gli oggetti importati direttamente nel Planner. Si possono regolare altezza, larghezza e profondità in modo indipendente. Per i mobili, il metodo più affidabile consiste nel posizionare l’oggetto accanto a un mobile generico di cui si conoscono le dimensioni, per poi correggere visivamente.

Rendering realistico con oggetti importati: cosa cambia rispetto al catalogo nativo
I mobili del catalogo HomeByMe beneficiano di materiali pre-ottimizzati per il motore di rendering. Un oggetto importato, anche in .glb con texture incorporate, può dare un risultato leggermente diverso in immagini HD o 4K.
Texture troppo pesanti rallentano il rendering senza migliorare visibilmente la qualità. Al contrario, texture a bassa risoluzione passano inosservate in vista globale ma si notano in un primo piano. I feedback variano su questo punto a seconda della potenza della macchina e della complessità del progetto.
Ridurre la dimensione delle texture a un massimo ragionevole prima dell’importazione costituisce un buon compromesso. Si mantiene la qualità visiva senza sovraccaricare il progetto.
Aggiornamento del Planner e personalizzazione dei materiali
L’aggiornamento del Planner HomeByMe di aprile 2026 ha ampliato le opzioni di personalizzazione dei materiali direttamente nell’interfaccia. Ora è possibile modificare texture e finiture sui mobili generici con maggiori scelte. Per gli oggetti importati, questa personalizzazione rimane limitata: i materiali definiti nel file 3D sorgente prevalgono sulle opzioni del Planner.
Se si desidera cambiare il colore o la texture di un oggetto importato, il metodo più affidabile è modificare il file sorgente in un software di modellazione e poi reimportare. Il catalogo ridisegnato facilita invece la mescolanza tra mobili generici personalizzati e oggetti importati in un unico progetto.
L’importazione di oggetti personalizzati in HomeByMe funziona bene a condizione di rispettare la catena: buon abbonamento, buon formato, texture incorporate, verifica della scala. Ogni passaggio trascurato si paga al momento del rendering finale, quando un mobile grigio fluttuante a dieci centimetri da terra rovina un’immagine che si voleva mostrare a un cliente.



